I programmi elettorali a Pompei nel 79 d.c

” come si riusciva ad apparire il candidato migliore, ai tempi in cui mancavano i digital strategist e gli uffici stampa ? “

L’eruzione del Vesuvio avvenuta nel 79 d.C  seppellì sotto innumerevoli strati di lava le città di Ercolano, Stabia, Oplontis e Pompei; conservandole per sempre e facendo in modo che divenissero per noi importanti banche dati per comprendere nel dettaglio e negli aspetti più specifici la vita all’ interno di una città romana.

Oggetto dell’ articolo saranno i manifesti elettorali di Pompei, o come venivano chiamati dagli antichi i programmi elettorali (programmata), visto il fervore mediatico di questi ultimi giorni per le ormai quasi imminenti elezioni politiche, trovo interessante analizzare questo fenomeno in un’ altra epoca e provarne a capire affinità e differenze con la contemporaneità.

I manifesti risalgano alla primavera del 79 d.c ( l’eruzione avvenne in Agosto), venivano scritti sui muri in nero o in rosso, con caratteri molto grandi seppur allungati e sfilati, venivano posizionati in spazi appositamente scelti e realizzati con una tecnica simile all’ affresco. Il loro aspetto appariva modesto e l’informazione più rilevante era il nome del candidato, il resto del manifesto era composto da un formulario stereotipato, veniva indicata la carica ambita e un’ esortazione finale.  Alcuni manifesti ritrovati  apparivano ancora più stringati presentando solo il nome del candidato, in altri oltre al nome dell’aspirante alla carica comparivano i nomi dei sostenitori, sopratutto se il sostenitore faceva parte di qualche associazione o gruppo ristretto di persone, questo permetteva di capire a chi faceva parte della stessa associazione l’orientamento politico che si preferiva seguire. La posizione del manifesto non era del tutto casuale, venivano presi di mira tutti i luoghi più in vista senza rispetto dei luoghi sacri e dei monumenti funebri, altre posizioni favorevoli erano quelle delle mura delle case dei cittadini più illustri o che potevano trascinare un determinato numero di elettori, le facciate di queste case si sono presentate al momento della scoperta come veri e propri albi d’affissione. I manifesti potevano essere realizzati da chiunque vista l’estrema semplicità del graffito, in realtà esistevano squadre specializzate dette degli scriptores : persone specializzate in materia epigrafica, organizzate in squadre in cui ogni membro aveva un compito preciso ( stendere l’intonaco, tenere la lampada, reggere la scala, e il porta oggetti); riguardo gli scriptores le fonti non fanno capire da chi fossero ingaggiati se dal candidato o da una sorta di comitato elettorale, come non è certo se fosse una vera e propria professione, o se i meno abbienti sfruttavano le elezioni come un’ occasione di guadagno. Le elezioni nell’antichità si presentano come un’evento in grado di modificare seppur temporaneamente aspetti fisici e sociali, con le dovute proporzioni e differenze la macchina elettorale non appare completamente diversa da quella attuale, a confermare che cambiano i tempi e le modalità, ma determinati aspetti sono immutati in quanto fondativi di una società civile.