Il mondo Omerico di Exechias

“L’immaginario di Exechias pittore e vasaio del VI a.C”

La ceramica “greca” e i relativi studi, sono tra gli argomenti più vasti che si possano affrontare, l’articolo che segue non è un articolo scientifico, pertanto non fornirà spiegazioni tecniche sulla ceramica e il suo evolversi relativamente all’arte greca, ma un leggero approfondimento riguardo uno dei protagonisti dell’arte vascolare in Grecia, concentrandosi su uno dei suoi più celebri lavori. Inoltre Artcuriosity si scusa in anticipo per l’utilizzo di alcuni termini poco consueti. Buona lettura !!!

Exechias attivo nel terzo quarto del secolo VI a.C , propone un immaginario pervaso dallo spirito eroico dei poemi omerici, mostra abilità in entrambi i campi sia come pittore che vasaio, a lui si deve l’introduzione di due nuove forme vascolari come il cratere a calice e la coppa a occhioni, e di iconografie originali come Ajace e Achille che giocano a dadi. L’anfora del Vaticano è uno dei suo lavori più celebri, proprio per la prima comparsa dell’iconografia sopra citata, si tratta di un esempio di pittura a figure a nere. I due eroi sono facilmente distinguibili, poichè sono riportati i nomi tramite una minuta incisione, sono entrambi seduti su uno sgabello, indossano ancora l’armatura, lo spettatore intuisce l’esito della partita tramite i numeri incisi affianco dei due eroi. Oltre l’innovazione iconografica l’anfora è importante per la ricerca da parte di Exechias della costruzione spaziale, gli espedienti di incrociare le lance dei due eroi, e posizionare i piedi sia davanti che dietro gli sgabelli saranno fondamentali per regalare alla composizione un minimo di profondità. Il disegno presenta un notevole livello artistico dovuto all’estremo calligrafismo delle capigliature, barbe e mantelli dei due eroi. Ancora dubbio invece il significato dell’iconografia poichè mancano le fonti letterarie da dove Exechias prende l’ispirazione, probabilmente a noi non pervenute.