La morte di Sardanapalo.

” Sardanapalo tra le figure più amate del romanticismo. Il sovrano assiro che divenne immortale !”

Sardanapalo è il nome con cui i greci favoleggiavano su un re assiro avvezzo a ogni forma di vizio e trasgressione e incapace di regnare,che venne spodestato da una rivolta poiché la popolazione era contrariata dalla sua condotta,  la storiografia attribuisce questo nome al re assiro, realmente vissuto, Assurbanipal; nonostante non vi sia alcuna certezza. La biografia di Assurbanipal descrive il profilo di un sovrano, attento alla cultura e che sapeva leggere e scrivere, sotto il suo regno, l’impero assiro conobbe il periodo di massima espansione e floridità, Assurbanipal inoltre viene ricordato per la creazione di una biblioteca il cui obiettivo era la raccolta di tutti i testi assiri fino ad allora scritti, oggi la maggior parte conservati al British museum.

Nel XIX secolo la figura di Assurbanipal conobbe particolare fortuna, il secolo del romanticismo caratterizzato da un estremo gusto storicista, rispolverò la figura del sovrano, ovviamente nella sua accezione più letteraria, riemerge quindi la figura di Sardanapalo,l’ empio sovrano spodestato dai rivoltosi; ciò che aveva sempre affascinato della storia del regnante ( oltre allo scenario esotico orientale che era perno fisso nella cultura dell’ottocento) era la sua morte, le fonti anche qui proponevano diverse varianti tutte accomunate dal fatto che Sardanapalo non scelse una morte che passò inosservata: alcune fonti riportano che fece costruire una pira funebre in cui si fece ardere vivo insieme alla sua concubina preferita, altre le più affascinanti dicono che ormai braccato nel suo palazzo Sardanapalo ordino di dare fuoco al palazzo, uccidere le concubine e il cavallo preferito, scelse di morire nella sua corte e nel lusso che da sempre lo aveva caratterizzato.

Lord Byron, presenza indiscussa quando si parla di romanticismo, scrisse la più celebre letterale reinterpretazione della leggenda di Sardanapalo, tessendo nel sovrano, il profilo dell’eroe romantico non capito dalla società, l’opera di Byron ispirò il pittore Eugène Delacroix che realizzo una tela intitolata: La morte di Sardanapalo.

La morte di Sardanapalo di Eugène Delacroix  (395×425 cm), rappresenta la summa di tutti i temi cari al romanticismo: pathos, malinconia,esotismo,erotismo,orrore ecc… La composizione è estremamente affollata, Delacroix realizza un’istantanea del momento in cui l’ordine si sta eseguendo, le tinte forti caratterizzano l’intera scena, i rossi sono contrapposti ai corpi candidi delle concubine capaci di sprigionare, nonostante colte nell’atto di morire, una notevole carica erotica; il cavallo che irrompe rumorosamente nella scena, crea scompiglio nella gamma cromatica essendo bianco. L’intera composizione è costruita lungo una diagonale che culmina nella figura del sovrano, raffigurato serafico come se nulla accadesse intorno a lui, lo sguardo del protagonista si perde nel tumulto generale non preoccupandosi dell’osservatore. L’opera di Delacroix è oggi conservata al Louvre dove Sardanapalo e la sua corte continuano a vivere.