Le Storie di San Francesco ad Assisi

“L’eterno capolavoro di Giotto ? “

La Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi: bastano queste parole per farci immediatamente pensare alla volta dei medici, lo stile gotico italiano ed un unico nome .. Giotto. Artcuriosity oggi si avventura in uno degli argomenti più controversi dell’arte occidentale che da sempre divide in due fronti opposti gli storici dell’arte, chi sostiene la paternità di Giotto delle storie di San Francesco e chi la nega. Dall’Ottocento in poi si combatte una vera e propria guerriglia all’attribuzione del ciclo, la prima la si deve a Giorgio Vasari che nell’opera “Le vite” del 1568 attribuisce con estrema certezza a Giotto gli affreschi. Artcuriosity oggi non si addentrerà nello specifico della “questione giottesca”, piuttosto l’articolo sarà una breve descrizione dell’intero ciclo, soffermandosi sulle innovazioni e la tecnica che questo presenta…. Buona lettura ! 

Il ciclo pittorico è posizionato in modo che che chiunque entri nella Basilica non possa fare a meno di vederlo, infatti occupa la fascia più bassa della navata e della controfacciata, si tratta di 28 scene che raffigurano i momenti più salienti della vita di San Francesco: i miracoli da lui realizzati, la sua canonizzazione e gli eventi miracolosi seguiti alla sua morte. Il ciclo è ispirato alla “Legenda Maior” di San Bonaventura, e ne ricalcano il racconto, tutte le scene sono cariche di importanti messaggi teologici, che non potevano di certo essere colti da tutti, la massa dei fedeli infatti veniva conquistata dai messaggi visivi chiaramente comprensibili. Numerose sono le innovazioni che (Il maestro delle storie d’assisi/Giotto) ha introdotto nel ciclo, la prima riguarda la tecnica dell’affresco non più eseguito per fasce rettangolari, ma per zone irregolari in modo che ogni singola parte poteva essere realizzata dalla stessa persona ( come qualsiasi ciclo di affreschi medievale e non, si tratta di un’opera realizzata a più mani, la cui idea è del maestro e con lui collaborano tutti gli allievi)  questo permise una maggiore perfezione nei dettagli. Altre importanti innovazioni del ciclo sono la costruzione di un paesaggio realistico in cui si svolge la singola scena in cui si cerca di posizionare in maniera razionale i personaggi, e l’introduzione di un iconografia completamente nuova,innovativo l’utilizzo dei colori, e l’attenzione alla resa tridimensionale dei corpi. L’intero ciclo è racchiuso da una cornice architettonica fittizia realizzata in affresco, stratagemma che non veniva più usato in maniera così compiuta dall’età classica, importanti sono anche le soluzioni pittoriche adottate per raffigurare al meglio gli eventi narrati, come la visione simultanea di interno ed esterno di uno stesso edificio e l’inserimento di alcune parole per far parlare i personaggi. Tra gli affreschi più famosi si ricordano : Il dono del mantello, La preghiera in san Damiano, La predica agli uccelli, Il dono dei propri averi.